Lunedì, Marzo 03, 2008

Assemblea soci e cenone libero

Gentile Socio,

l'Associazione Culturale "il Verso Libero" è lieta di invitarti all'assemblea annuale dei soci, con cena a seguito, che si terrà:

Venerdì 7 marzo 2008 alle ore 20:00

Presso il Ristorante Pizzeria California - Loc. Prabi ARCO




In tale occasione sei chiamato a voltare per l'elezione dei cinque componenti che costituiranno il Consiglio direttivo dell'associazione per l'anno 2008 nonché dei due revisori dei conti.

Rientra difatti nella logica di una realtà associativa che la sua gestione sia di tipo assembleale e che i suoi soci possano essere partecipi ed intervenire attivamente nelle attività della stessa. Ciascun tesserato ha pertanto diritto a presentare una candidatura per l'elezione del direttivo. Non sono richiesti particolari prerequisiti per concorrere a questa carica, un minimo grado di disponibilità, impegno, attenzione e cura della propria realtà territoriale sono le risorse primarie indispensabili al sostentamento di un'associazione.

Se scegli di voler essere parte attiva della direzione de "il Verso Libero" ti invitiamo a contattarci telefonicamente, per lettera o e-mail agli indirizzi posti in calce entro e non oltre martedì 4 marzo.

Nella stessa sede avrà luogo il rinnovo annuale delle tessere associative. Si ricorda che da statuto ciascun socio è chiamato a contribuire annualmente con il finanziamento di una quota minima pari a 5€, che dà diritto a partecipare attivamente a livello progettuale ed organizzativo alle attività proposte dall'associazione, nonché ad esserne di volta in volta personalmente aggiornato tramite comunicazione a domicilio. La condizione di socio ti identifica sì come soggetto di sostegno e contributo verso l'associazione ma ti dà anche modo di essere parte in causa di un progetto che hai dimostrato di approvare e condividere nel momento in cui hai liberamente scelto di sottoscrivere. Chi non potesse essere presente alla riunione e volesse rinnovare l'appartenenza ad "il Verso Libero" è invitato a farlo contattando l'associazione agli indirizzi sotto riportati.

A seguire invitiamo i presenti a trattenersi per la cena offerta dall'associazione. Per ragioni organizzative siete pregati di informarci entro martedì 4 marzo della vostra partecipazione.

Affinché la scelta dei componenti del direttivo possa poggiarsi su un'ampia base democratica, ci auguriamo che a questa assemblea possa prendere parte il maggior numero possibile di iscritti e che tu possa pertanto essere presente. Si ricorda a questo proposito che voto per il direttivo e rinnovo possono essere delegati con apposita dichiarazione scritta del socio che delega.

Ti salutiamo cordialmente.

Casella di testo: Contatti: Massimiliano Floriani Cell. 339/6463926 Stefania Comai Via S. Marcello 1/n, 38062 Arco (Tn) Cell. 347/0814523 e-mail. ilversolibero@yahoo.it





Per il Consiglio direttivo de "il Verso Libero"

Massimiliano Floriani e Stefania Comai

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Mercoledì, Febbraio 20, 2008

MusicaVita





Recital di violino e pianoforte
Musiche di
Nino Rota
John Williams
Johannes Brahms


Sabato 23 Febbraio ore 21 - Salone delle Feste del Casinò di Arco




Le note sono convenzioni che il cielo ci ha dato per vivere meglio questa vita



La musica è vita. E dobbiamo ogni giorno ringraziare questa meravigliosa arte per la sua continua presenza. Dal concepimento fino all'ultimo giorno di esistenza siamo circondati da suoni, da melodie, da rumori: è tutta musica. L'arte più grande e più impressionante che può scavare e arrivare diritta nell'anima, oltre la parola, oltre l'immagine. Buona in ogni occasione al posto di frasi banali o di ridicoli pensieri, la musica è un nostro consigliere, padre confessore, compagno consolatore, un amico fidato sempre al nostro fianco pronto a suonare la sua messa o la sua danza per sostenere il nostro animo, gioioso o irrequieto che sia.

Per questo abbiamo pensato ad un concerto per violino e pianoforte, per proporvi della Musica con la M maiuscola, eseguita da due straordinari giovani che ormai da tempo stanno collaborando insieme: Sergio La Vaccara, violinista di origini siciliane ma da molti anni trapiantato a Riva del Garda; e Filippo Farinelli, pianista e direttore d'orchestra umbro. Un duo, quello del violino e del pianoforte, che ad Arco non va in scena molto spesso.

Sarà un percorso elegante e trascinante di musica nuova e classica. Per "rispolverare" il grande Bramhs e per proporvi il meno conosciuto ... . Con lo scopo di farvi assaggiare il gusto dominante di un arte non ancora scomparsa ma più che mai rinata. Infatti la popolazione del Basso Sarca è attenta a questo genere di proposte musicali, vi invitiamo dunque a cogliere anche questo invito, per una serata insieme.





Massimiliano Floriani






SERGIO LA VACCARA

Nato nel 1979, all'età di dieci anni vince il premio "Lino Righi" come miglior allievo della Scuola Musicale Civica di Riva del Garda (TN). Successivamente continua gli studi al Conservatorio Statale di Trento sez. staccata di Riva del Garda sotto la guida del prof. Daniel Demirci con cui si diploma brillantemente nel giugno 2001. Si perfeziona poi all'Accademia Chigiana di Siena con G. Carmignola, vincendo una borsa di studio e ottenendo il Diploma di Merito. Si classifica ancora studente in numerosi concorsi tra cui il "S. Cecilia" di Pompei (NA) -1999, 2° premio-, l' internazionale "Città di Manerbio" (BS) -2000, 4° premio-, "Città di Grosseto" -2002, 3° premio-. Nel febbraio 2005 si diploma in Musica da Camera sotto la guida di Giancarlo Guarino, mentre nell'aprile 2007 si laurea in Discipline Musicali ad indirizzo "Violino d'Orchestra" con Alberto Martini, ottenendo il massimo dei voti in entrambe le discipline. Contemporaneamente studia Verona con Valter Daga, ex spalla dell'Arena di Verona, approfondendo il repertorio solistico. Da anni svolge un'intensa attività concertistica. Ha collaborato con l' orchestra "Haydn", l'orchestra Accademia "I Filarmonici", i "Virtuosi Italiani", l'Orchestra Internazionale "MusicaRiva", l'Ensemble Zandonai, l'ensemble "Arcangelo Corelli", l'orchestra giovanile J. Futura, l'Accademia Musicale di Musica Antica di Rovereto, il Laboratorio Musicale di Ravina (ruolo di spalla dell'orchestra) e per 6 anni è stato membro dell'orchestra "Camerata Musicale Città di Arco", con la quale ha partecipato a più di 60 concerti svolgendo spesso il ruolo di spalla dell'orchestra eviolino solista. Ha al suo attivo diverse esibizioni in varie formazioni cameristiche (duo con pianoforte, chitarra, arpa e violoncello, trio d'archi, trio con tromba e pianoforte, quartetto d'archi) e ha suonato per importanti enti tra le quali Sala Filarmonica di Rovereto, Sala Filarmonica di Trento, Casinò Municipale di Arco, Teatro Salieri di Legnago (VR), Teatro dell' Aquila di Fermo, Teatro Pergolesi di Jesi, Palazzo Chigi Saracini di Siena, Palazzo dei Congressi di Riva del Garda, Castel Stenico, Conservatori "Dall' Abaco" di Verona. Dal 2001 fa parte della compagnia d' arte "Ritratti in movimento", con la quale è impegnato in tutta la regione in spettacoli di musica abbinata alla poesia, mentre nel 2006 è diventato socio onorario nonché promotore culturale dell'Associazione culturale arcense "Il verso libero".
Ha pubblicato nel 2007 il libro "Il mio amico violino" (editrice "gaia"), metodo per lo studio del violino per bambini.
Attualmente insegna violino presso la Scuola Musicale di Storo ed è iscritto al Biennio in Didattica dello strumento presso il Conservatorio di Trento.


 

FILIPPO FARINELLI

Si è diplomato col massimo dei voti e la lode al Conservatorio "F. Morlacchi" di Perugia sotto la guida di
Carla Alunni e Franco Pacioselli.
Ha studiato musica da camera con Francesco Pepicelli e composizione con Stefano Bracci. Si è perfezionato col Paolo Vergari ed ha seguito Master Class con Dario De Rosa, Irwin Gage, Dalton Baldwin, Charles Spenser, Thomas Busch ed
Elisabetta Lombardi, Duo Pepicelli, Jan Kadlubiski, Costantino Mastroprimiano, Ciro Scarponi e Federico Mondelci.
Si dedica al repertorio cameristico e liederistico. Dal 2001 suona in duo con il sassofonista David Brutti (Duo Disecheis) con il quale è risultato vincitore di numerose competizioni nazionali tra cui: la II edizione del Concorso Nazionale "Feroci" città di San Giovanni Valdarno, il Concorso Nazionale "C.G.da Venosa" città di Potenza edizione 2002 e il XXVII Concorso Nazionale "F.Cilea" città di Palmi (2003). Successivamente il duo Disecheis ha riportato 4 importanti piazzamenti rispettivamente II Premio all'XI Concorso Internazionale "Riviera del Conero" città di Ancona, II Premio al XVII Concorso Internazionale "Provincia di Caltanissetta" città di Caltanissetta, II Premio al Concorso Internazionale città di Trapani e II premio al "Gaudeamus Interpreters Competition" di Amsterdam. Il Duo si è perfezionato con Pier Narciso Masi all'Accademia Pianistica di Imola conseguendo il diploma triennale di Musica da Camera, distinguendosi con l'attribuzionedel Master.
Ha suonato per gli Amici della Musica di Perugia, di Foggia e di Catanzaro per la Filarmonica di Terni, per l'AGIMUS di Perugia e di Roma, per il Festival Il violino magico di Portogruaro, per il MusicaRivaFestival, per il Festival BadiaMusica, per il Festival "da Bach a Bartòk" di Imola, per il Festival Cinque Terre e per quelli di musica contemporanea "Harmonia Mundi" di Assisi e "Compositori a Confronto" di Reggio Emilia. Come professore d'orchestra ha collaborato con l'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento sotto la direzione di Federico Mondelci.
Ha studiato direzione d'orchestra con di Ennio Nicotra e ha diretto l'Orchestra della Radiotelevisione Moldava,
l'Orchestra Filarmonica di Bacau, l'Inégal Orchestra, l'Orchestra Assisi Musiche e l'Orchestra Italiana di Sassofoni. È fondatore e direttore dell'Ensemble Disecheis. Ha effettuato registrazioni per l'etichetta Materiali Sonori (San Giovanni Valdarno, Firenze), Max Research (Arezzo), Aliamusica (Parma) e Rai Radio Tre (Roma).
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Martedì, Febbraio 12, 2008

Concerto di Andrea Podigghe


Un piccolo uomo che canta come un angelo nel sole





Presentazione del nuovo album "Sogni" e del libro "Come un angelo nel sole"

Con la partecipazione di Alan Poddighe e Mauro Lever



Sabato 16 febbraio 2008 - ore 21.00

Auditorium di Palazzo dei Panni - ARCO

Ingresso libero









ANDREA PODDIGHE

Andrea Poddighe, voce solista del gruppo sardo Coro degli Angeli ha scritto, insieme a Luigi Murolo, un libro-biografia che verrà presentato insieme al suo ultimo album Sogni, prima del concerto dell'artista sardo, sabato 16 febbraio 2008 nell'Auditorium di Palazzo dei Panni ad Arco. Decorato da molte fotografie che fissano e aiutano a descrivere i punti cardine della vita di questo artista passionale e nostalgico, la pubblicazione racconta, attraverso la tecnica del romanzo, le vicende personali del "piccolo" cantante sassarese ed il suo continuo, appassionato ed intrinseco legame con la musica, definita da lui stesso "la cosa più importante della mia vita dopo Pina ed i miei figli". Nell'intento degli autori il libro nasce dall'esigenza di sapere e ricordare chi siamo, da dove veniamo, cosa siamo stati e cosa vorremo essere. Con queste prospettive inizia il racconto che ha come protagonista Andrea Poddighe e tutte le persone che lo hanno accompagnato nel suo percorso artistico, prima fra tutti la moglie Pina, musa ispiratrice, che lo ha accompagnato fino al giorno della sua morte avvenuta l'11 maggio 2002. Proprio per ricordare la compagna di sempre, Andrea ogni estate organizza il Concerto per Pina che si tiene a Sassari sin dal 2003, anno in cui ha partecipato Gianni Morandi. L'edizione 2007 ha avuto un pubblico straordinario: oltre 30.000 persone.

Tutto inizia nel 1978 in Sardegna, più precisamente a Sassari dove Poddighe insieme al fratello Antonio, Gigi Camedda, Gino Marielli, Andrea Parodi, Nando Esposito, Gianpaolo Conchedda e Pietro Fara formano i Sole Nero. Il racconto prosegue descrivendo le tappe che hanno portato questo gruppo a diventare, dopo l'incontro con Gianni Morandi e Mogol, il Coro degli Angeli.

Con questo nome la band, accompagna Morandi in giro per il Mondo dal 1980 al 1983. Si esibiscono in Russia, in Ucraina, in Uzbekistan, in Canada, in Svizzera e a New York nello storico palco del Madison Square Garden per poi ritornare in Italia. Da quella formazione verranno fuori i Tazenda ma Poddighe rimarrà il leader indiscusso del Coro. Tra il 1982 ed il 2004 la formazione sassarese, rimaneggiata in alcuni componenti, ha inciso quattro album ed un singolo intitolato "Io No!" brano nel quale canta anche Gianni Morandi.

Il libro, inoltre, contiene un'intervista dove Gianni Morandi racconta quegli anni affianco dei ragazzi sardi e del suo "piccolo" grande amico Andrea Poddighe.

Andrea Poddighe, sta attualmente preparando una tournèe invernale con il ricostituito Coro degli Angeli. La nuova formazione oltre ad Andrea e al figlio Alan, è composta da Matteo Pipia alla batteria, Graziano Fara alla chitarra, Lello Fois alle tastiere, Stefano Maltagliati al basso, le sorelle Gianna e Marcella Dettori (voci).



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Mercoledì, Dicembre 19, 2007

Ecco i Vincitori del Concorso di Poesia!!!



Primo premio

Nell'atono vento

Di Bianca Candiano da Acicastello (Catania)




Secondo premio

Destinazione

Di Valentina Incardina da Cerendero (Alessandria)



Terzo premio

Tracce diroccate

Di Alessandro Lattarulo da Bari




Quarto premio

230607

Di Valentina Burchiati da Siena



Quinto premio

Barconi

Di Christian Scatamacchia da Omegna (Verbania)



Sesto premio

Negli occhi del passato

Di Mario Passerini da Anagni (Frosinone)



Settimo premio

Zoo umano - La pendolare

Di Emilio Manfrini da Volano (TN)



Ottavo premio

Taglio

Di Michele Martini da Rovereto (TN)



Nono premio

Attimi

Di Monica Schiaffini da Sestri Levante (Genova)



Decimo premio

La Torre

Di Marco Pavoni da Pescara



Attestato di merito

Alle classi 5°A e 5°B

della Scuola Elementare di Tiarno di Sopra (TN)



Diploma alla memoria

Di Anna Chizzola di Arco (TN)






Ci scusiamo per il ritardo con cui sono stati pubblicati i nomi dei vincitori ma ci sono stati alcuni problemi con il server. Vi informiamo inoltre che a breve verranno pubblicate le prime tre poesie vincitrici. Grazie a tutti per la partecipacizione e all'anno prossimo!!
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Domenica, Ottobre 28, 2007

Omaggio a Mario Monicelli

 


Omaggiocinema è una manifestazione organizzata per la prima volta nel novembre 2005, agli esordi della nostra associazione, con un evento tutto dedicato a Pier Paolo Pasolini a trent'anni dalla sua scomparsa. L'anno scorso, invece, sempre il mese di novembre ha ospitato ad Arco un'altra ricorrenza: un omaggio al regista polacco Krzystof Kieslowski. In quest'ultima occasione abbiamo proiettato film ma anche tenuto degli interessanti ncontri, e per finale uno splendido concerto de il Verso Libero nsemble, un gruppo di musica contemporanea nato in seme all'associazione e creato proprio per questo evento. Alla chiesa di Bolognano d'Arco l'ensemble ha eseguito Requiem for my friend di Zbigniew Preisner, scritto proprio per la morte del regista polacco.

Il 2007 è la volta di un uomo che ha fatto la storia del nostro cinema, la storia della commedia italiana: Mario Monicelli.

Con i suoi 92 anni riesce a donare arte in modo energico ed unico, sa ancora farci riflettere e farci sorridere; si pensi al suo ultimo film Le rose del deserto. Ci sembrava dunque più che dovuto rendere omaggio ad un grande regista, ad uno dei padri del bel cinema europeo. In questa manifestazione non ci sono solo proiezioni, ma anche dibattiti, voglia di ritrovarsi e commentare il lavoro di Monicelli in questi settant'anni e più di cinema.

E al termine un travolgente lavoro teatrale del Teatro Instabile di Meano tratto dal film L'armata Brancaleone che si terrà il 23 novembre alle 20.30 presso il  Teatro Parrocchiale di Dro. Non mancate!!




Ecco il calendario degli appuntamenti del cineforum: tutti all'Auditorium di Palazzo Panni:


Martedì 6 novembre - ore 20.30

INAUGURAZIONE FESTIVAL

MONICELLI: STORIE DI ITALIANI

di e con GIANLUIGI BOZZA critico cinematografico

Interverranno:

RUGGERO MORANDI
Assessore alla Cultura del Comune di Arco
MASSIMILIANO FLORIANI
Presidente del “Verso Libero”

 



Giovedì 8 novembre - ore 20.30
LA GRANDE GUERRA (1959)
Con Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano.

Durante la grande guerra, dopo aver tentato di imboscarsi
il romano Oreste Iacovacci e il milanese Giovanni Busacca finiscono al fronte dove cercano di evitare i pericoli del conflitto. Ma quando saranno catturati dagli austriaci sapranno morire con dignità, anche se le ultime parole di Iacovacci sono: “non voglio morire... sono un vigliacco”.
Genere: Commedia, Dramma, Guerra
Durata: 135 min

Nazionalità: Italia / Francia



Domenica 11 novembre - ore 20.30
AMICI MIEI (1975)
Con Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret Duilio Del Prete, Adolfo Celi.

Un gruppo di amici, Necchi (proprietario di un bar), Perozzi
(giornlista), Melandri (un architetto) e Mascetti (un nobile decaduto) vivono a Firenze. Sono amici fin da quando erano ragazzi e ogni momento libero viene occupato organizzando scherzi terribili e dispetti a chiunque gli capiti a tiro, amici o ignari cittadini. Per questi quattro vitelloni cinquantenni, che poi diventano cinque, il Sassaroli (famoso dottore) il motore di queste “zingarate” è il tentativo di esorcizzare la vecchiaia e la morte, che però colpirà il Perozzi.
Genere: Commedia                           
Durata: 140 min

Nazionalità: Italia




Martedì 13 novembre - ore 20.30
Intervento del critico cinematografico Gianluigi Bozza
UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO (1977)
Con Alberto Sordi, Shelley Winters, Vincenzo Crocitti.

Giovanni Vivaldi, modesto impiegato ministeriale vicino alla
pensione, con fatica ha tirato su il figlio Mario e ora, vorrebbe che il suo diploma gli spalancasse le porte del ministero in cui lavora. Conoscendo la difficoltà di essere uno dei 600 vincitori tra i 30.000 concorrenti, il Vivaldi, in disappunto con la moglie Amalia, si iscrive alla loggia massonica cui appartiene il suo superiore. L’accorgimento gli fa superare l’esame scritto, ma proprio quel giorno il giovane viene ucciso da un rapinatore sotto gli occhi del padre. La moglie resta paralizzata per il dolore; Giovanni individuato il giovane assassino, anziché denunciarlo, lo fa prigioniero; lo sevizia e lo uccide.
Genere: Dramma
Durata: 118 min
Nazionalità: Italia










 

Domenica 18 novembre - ore 20.30
IL MARCHESE DEL GRILLO (1981)
Con Alberto Sordi, Caroline Berg, Paolo Stoppa.

Roma ai tempi di Pio VII e della Rivoluzione francese: il,
nobile Onofrio del Grillo, Marchese e Duca di Bracciano, cameriere segreto del Papa, combina ogni sorta di scherzi per trovarsi un’occupazione, aggrappandosi ogni volta ai suoi privilegi. Premio alla regia al Festival di Berlino; secondo per incassi nel 1981-1982 , tra Innamorato pazzo e Il tempo delle mele.
Genere: Commedia
Durata: 135 min
Nazionalità: Italia / Francia



 

Martedì 20 novembre - ore 20.30

LE ROSE DEL DESERTO (2006)
Con Michele Placido, Alessandro Haber, Giorgio Pasotti.

Tratto liberamente dal romanzo-diario di Mario Tobino e dalle
beffarde “rose del ventennio” di Fusco, il film si svolge nel 1940 e racconta le disavventure di un gruppo di medicisoldati spediti in Libia, accanto ai camerati tedeschi durante il conflitto mondiale. Questo drappello di antieroi attende di stravincere e tornare finalmente in patria. Ma come militari sono imbranati ed inesperti, nel campo regna il caos el’improvvisazione; le cose vanno meglio quando aiutano i locali e si trasformano in una specie di missione umanitaria. Il nemico sembra non apparire mai finché la guerra vera non arriva sul posto e li travolge tutti.
Genere: Commedia, Guerra
Durata: 102 min
Nazionalità: Italia






Venerdì 23 novembre - ore 20.30

L’ARMATA BRANCALEONE

Teatro Parrocchiale - Dro


 

Con linguaggio estraneo ai tradizionalismi il T.I.M. si cimenta con questo testo, reso famoso dal film che lo ha consacrato, con lo stesso spirito con cui affronta la vita. La scena è solo un'altra stanza dove muoversi provando a decifrare senza definire nulla, l'umana esistenza con tutte le sue vicissitudini et financo perigliose magie del volger di tempi e stagioni. Ci auguriamo che questo lavoro riesca a sgretolare la famosa quarta parete che divide pubblico da attori, in cotal guisa da divenir un'unica stanza per chiunque.

Coerente a se stesso come Brancaleone "allo sbaraglio", il T.I.M. affronta ancora una volta un tema comune in maniera insolita e originale: il dramma di vivere senza troppi drammi, la commedia dell'essere senza tante commedie.


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Sabato, Agosto 18, 2007

Concorso Nazionale di Poesia "F.Monti" - II ed.


L’associazione culturale “il Verso Libero” con il patrocinio del comune di Arco (TN) indice la seconda edizione del concorso nazionale giovanile di poesia intitolato alla memoria del prof. Francesco Monti.

Il premio esordisce nell’autunno 2006 ed ottiene già dal primo anno un considerevole successo, considerate le numerose partecipazioni registrate da tutta Italia.

Si distingue per un’impronta prettamente giovanile determinata in parte dal limite di 35 anni imposto ai partecipanti ma anche ai criteri di giudizio a cui gli elaborati vengono sottoposti: originalità, novità, creatività, freschezza sono forse tra le qualità più valorizzate.

Il concorso pertanto nasce dal desiderio di promuovere quest’ultime tra i giovani nonché dalla necessità di invogliare la costante coltivazione dei “versi liberi” che appartengono al vissuto di ciascuno, in piena coerenza, tra l’altro, con l’esempio trasmessoci dal noto professore arcense da cui il premio prende nome.


REGOLAMENTO

Il concorso è aperto a tutti gli scrittori e le scrittrici che non superino i 35 anni di età.

Le opere presentate non dovranno rispettare alcun vincolo di stile, formato o lunghezza, ma dovranno essere in lingua italiana. Il tema è libero.

Le autrici e gli autori dovranno far pervenire in busta chiusa un massimo di tre poesie inedite, ciascuna in nove copie, allegando una scheda con nome, cognome, indirizzo, data di nascita, e-mail e numero di telefono.

La quota d’iscrizione è di 10€. Il versamento dovrà essere effettuato tramite conto corrente postale n°73430217 intestato a “il Verso Libero – Associazione Culturale”, con causale “Concorso Nazionale di Poesia 2007”. La ricevuta dell’avvenuto pagamento dovrà essere allegata alle poesie.

Il plico postale contenente le copie delle poesie, la scheda d’iscrizione e la ricevuta del pagamento dovrà essere spedito al seguente indirizzo:

Stefania Comai – Segreteria del Concorso Nazionale di Poesia F. Monti 2007 – Via S. Marcello 1/N – 38062 ARCO (TN)

 

 

Il limite di consegna è fissato inderogabilmente per il 31 ottobre 2007 (farà fede la data del timbro postale).

RISULTATI

 

Saranno comunicati entro il mese di dicembre 2007 sul blog dell’associazione: www.ilversolibero.blog.com

Gli autori delle dieci migliori opere saranno inoltre contattati via e-mail, o via posta prioritaria, o per telefono.

La premiazione avverrà nel mese di dicembre 2007 ad Arco, nello splendido Palazzo dei Panni.

 

PREMI

 

Una giuria di esperti, il cui giudizio è insindacabile, valuterà le opere presentate. Le dieci migliori opere verranno premiate e lette il giorno della premiazione.

Primo premio € 500

Secondo premio € 200

Terzo premio € 100

Dal quarto al decimo posto verranno consegnati diplomi di merito.

Per ulteriori informazioni: ilversolibero@yahoo.it


 

Clikka sul logo per scaricare la locandina del concorso con la scheda d'iscrizione.

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Domenica, Luglio 01, 2007

Vota l'Arte Estate 2007

 

 

VOTA L'ARTE 2007

III Edizione

L'ARTE GIOVANE                                    

18/07 - 15/07 Roberto Pernici

18/07 - 15/07 Alessio Formisano

18/07 - 22/07 David Morandi

18/07 - 22/07 Manuel Bombardelli

25/07 - 29/07 Flavia Chincarini

25/07 - 29/07 Paola Andeolli

25/07 - 29/07 Maria Lorenzini

MOSTRE PERSONALI                 

01/08 - 05/08  Carla Sega

08/08 - 12/08 Rosario Fontanella

15/08 - 19/08 Annamaria Gaio

22/08 - 26/08 Pierluigi Dalmaso

29/08 - 02/09 Franco Chiarani

L'ARTE DEL LABORATORIO SOCIALE                                

05/09 - 09/09 Esposizioni a cura del Laboratorio Sociale di Arco

L'ARTE DEL LABORATORIO STABILE

12/09 - 16/09 Esposizioni a cura del Laboratorio Stabile di Disegno Artistico de "il Verso Libero"

DOVE                           QUANDO                          ORARI                                  CHIUSURA           

Frantoio di Vignole         Dal 11/07 al 16/09       Da mercoledì a domenica         Lunedì e martedì

(Arco - TN)                                                          Dalle 17 alle 21

 

INAUGURAZIONE                                     INGRESSO LIBERO

Sabato 21 luglio - ore 20.30

 

LABORATORIO STABILE DI DISEGNO ARTISTICO

Per informazioni riguardo ai corsi di disegno chiamare al 347.0814523

 

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Giovedì, May 31, 2007

  

 

 

 

                        L'associazione culturale il Verso Libero, in collaborazione con Assocentro e con il patrocinio del Comune di Arco, presenta: ARCO SOTTO LE STELLE, una rassegna di appuntamenti che, tra concerti, interviste, performance poetiche e musicali, intende dare spazio a momenti di incontro e compartecipazione all'insegna dell'intrattenimento, dello svago ma anche della riflessione e del confronto. Spazio che avrà modo di aprirsi tra le vie, le piazze e le corti del centro storico di Arco il venerdì sera per tutto il corso dell'estate 2007.

Il calendario della manifestazione si presenta distinto in due tipologie di incontri che di settimana in settimana si alterneranno. Da una parte la musica non può che essere indiscussa protagonista: sul palco base allestito in piazza 3 novembre a partire dalle ore 21:30 si esibiranno gruppi del calibro di Samle, O'Ciucciariello, unòrsominòre, Elisa AmistadiLa guerrigliera, Il generale inverno. Ciascuna band saprà proporsi nella peculiarità del proprio sound e dell'atmosfera che questo di natura genera per un totale di sei serate concerto che spazieranno dai generi folk-metal-rock al rock sperimentale-alternativo, a sonorità indie o ancora acustico-melodiche. Ciascun concerto sarà preceduto dall'esibizione di gruppi spalla della zona, dislocati a partire dalle ore 20:45 in Via Vergolano e Via G. Segantini.

Alla musica si alterneranno i caffè letterari: incontri ed interviste con personaggi di rilievo nel panorama culturale italiano, quali Lucrezia Lerro autrice rivelazione di Certi giorni sono felice che presenterà il suo ultimo romanzo, Enrico Franceschini corrispondente da Londra per il quotidiano la Repubblica, il fondatore della Comunità S. Benedetto di Genova don Andrea Gallo, il compositore minimalista Pierluigi Vasapolli, il filosofo Manlio Sgalambro; ma anche performance poetico-musicali e letture a tema a cura di Teatro per caso e I lettori della Chimera, oltre ad un incontro con l'Associazione Amref che presenterà un nuovo video. Come scenario a tali appuntamenti si apriranno le piazze, le vie e le corti di Arco che per l'occasione si trasfigura ed allo spazio del vivere quotidiano propone di associare e sovrapporre, anche solo temporaneamente, il luogo dell'ascolto, della riflessione e della conoscenza.

Klikkate sui link in arancione per saperne di più!!

Caffè Letterari


15 giugno 2007

Ore 18:00, Santuario delle Grazie

Teatro per Caso presenta

Spostamento minimo

Performance poeticomusicale

di e con Pinuccia Gelosa (musica e piano)

e Sara Maino (voce e poesie)

Regia di Rosamaria Maino

Presentazione a cura del prof. PierAngelo Sequeri

29 giugno 2007

Ore 21:00, Corte di Palazzo del Municipio

Incontro con Lucrezia Lerro

Intervista e confronto

Presentazione del libro Il rimedio perfetto

 

13 luglio 2007

Ore 17:00, Auditorium di Palazzo dei Panni  

Gabriella Guido Responsabile AMREF produzione video e il regista Giulio Manfredonia presentano

50 Anni di AMREF con l'Africa - Presentazione del dvd "Sono Stato Nero Pure Io"

Ore 21:00, Piazza delle Canoniche

I lettori della Chimera presentano

Nord Sud Est Ovest

Letteratura di viaggio - Letteratura stanziale

 

Data da Definire 

Ore 17:00, Auditorium di Palazzo dei Panni

Incontro con Enrico Franceschini

Intervista e confronto con l'inviato di Repubblica a Londra

Presentazione del libro Avevo vent'anni

3 agosto 2007

Ore 21:00, Piazza S. Giuseppe

Incontro con Don Andrea Gallo

Intervista e confronto

 

 

17 agosto 2007

Ore 21:00, Corte di Palazzo Marchetti - S. Pietro

Incontro con Pierluigi Vasapolli

Concerto minimalista per pianoforte solo

Presentazione dell'album Racconti sonori

17 settembre 2007

Ore 21:00, Piazza S. Giuseppe

Incontro con Manlio Sgalambro

Intervista e confronto

Presentazione del libro La conoscenza del peggio

 

 

Concerti

 

22 giugno 2007

Ore 20:45, Via G. Segantini              Via Vergolano

Radiobanna                                      Sopra Sisma

Ore 21:30, Piazza 3 Novembre

Samle

7 luglio 2007

Ore 20:45, Via G. Segantini                 Via Vergolano

Guanàbana                                     Tutu Zucchelli

Ore 21:30, Piazza 3 Novembre

O'Ciucciariello

20 luglio 2007

Ore 20:45,Via G. Segantini                Via Vergolano Philosophy of watermelon                  Next Point

Ore 21:30, Piazza 3 Novembre

unòrsominòre

10 agosto 2007

Ore 20:45, Via G. Segantini                Via Vergolano

 Porno Tax                                             BangBass

Ore 21:30, Piazza 3 Novembre

Elisa Amistadi

 

24 agosto 2007

Ore 20:45, Via G. Segantini                Via Vergolano

The bank robber             Paradise underground

Ore 21:30, Piazza 3 Novembre

La guerrigliera Trip Band

 

15 settembre 2007

Ore 20:45, Via G. Segantini                Via Vergolano

Huck                                                           Apnea

Ore 21:30, Piazza 3 Novembre

Il generale inverno

 

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SOSTA OBBLIGATA LUNGO VIA PRECARIATO

 

                         

Vorrei attirare l'attenzione su una questione che in Italia rimane sempre ai margini delle discussioni "che contano": il sistema universitario. Dopo la riforma Moratti, alla maggior parte dei corsi di laurea si è aggiunto un anno per far funzionare l'inutile meccanismo del tre più due. Dopo i primi tre anni di percorso universitario, si consegue la laurea breve con la stesura e discussione di una tesi finale e lo svolgimento, se richiesto di un'attività di tirocinio. Per quanto riguarda le facoltà umanistiche ci si fa ben poco con questo titolo triennale e l'accesso al mondo del lavoro non sarà certo agevolato dall'attività di tirocinio presso enti pubblici o privati, con i quali, per la maggior parte delle volte, è lo studente stesso e non l'università a dover concordare l'attività di stage. Lo studente, volendo o nolendo, è dunque spinto a proseguire il percorso formativo di studio, per essere così parcheggiato un anno in più rispetto al passato nella zona "pre-precariato", che ormai risulta essere l'unico orizzonte occupazionale.

Per quanto riguarda l'aspetto formativo dell'università italiana, funziona anche qui, come nella scuola primaria, la formula più quantità e meno qualità. Gli ordinamenti didattici delle facoltà umanistiche propongono una marea di esami complementari, che, se nel percorso di laurea triennale sono ancora giustificabili allo scopo di fornire un' infarinatura generale nell'ambito umanistico, risultano tuttavia superflui ed in sovraccarico nel percorso di laurea specialistica, la quale, per nomenclatura stessa, dovrebbe portare ad un'incanalatura settoriale delle discipline prescelte dallo studente per consentirgli appunto una specializzazione in un ambito del sapere.

Tornando al principio più quantità e meno qualità, vorrei permettermi una similitudine, che, a mio parere, esprime la struttura profonda del sistema universitario nazionale: andare all'università è come andare al mercato, la mercificazione in termini economicistici è giunta anche alle più alte cattedre del sapere filosofico-umanistico. Si parla di crediti formativi (CFU), in sostanza ad ogni esame viene attribuito un determinato numero di crediti in base alla sua tipologia. I crediti guadagnati vanno poi sommati ad altri crediti che concorrono in toto a completare la raccolta punti individuale, che nel sistema scolastico nazionale, inizia sin dalla scuola primaria e sfocia poi nel mondo del lavoro (in regalo però non ci sono ne televisori ne soggiorni in località balneari, la raccolta sembra essere infinita).

Per quanto riguarda la didattica l'unità di misura delle competenze e conoscenze dello studente è quindi il credito, che lo studente ha sudato e che di certo non è stata la didattica ad agevolarlo nell'impresa. La mole e dunque la pesantezza di un esame universitario è determinata, oltre dalla difficoltà intrinseca dell'esame stesso, anche, in termini materialistici, dalla mole della bibliografia da preparare (ma si sa che nella vita la fortuna ovvero fattore C... ha un grosso peso).In questo caso è tutto a discrezione del docente, il quale stabilisce, senza ch'io sappia alcun vincolo, la quantità dei testi da studiare.( Sulla qualità non mi soffermo, tutti noi abbiamo studiato testi ormai arcaici, fantasiosi copia incolla per non parlare di citazioni errate e sgrammaticate, la questione prezzi dei libri di testo universitari è poi tutta un'altra storia ancora).

A mio parere anche i docenti risentono negativamente della riforma morattiana. Il loro insegnamento ed i programmi sono stati frazionati in moduli di 20 o 30 ore di lezione, seguendo il modello americano, e di conseguenza si sono limitate conoscenze e competenze degli studenti, i quali si trovano in mano un sapere frammentario, pezzi di puzzle della conoscenza che non sapranno mai mettere insieme ed avere dunque una visione globale nella loro mente. In ambito letterario i moduli sono spesso monografici, cioè si analizzano alcune opere di un autore ed il contesto viene lasciato ai margini, nemmeno i tanti esami complementari sapranno ricucire la cornice contestuale, poiché vi è una profonda mancanza di interdisciplinarità e sinergia dei programmi di studio. Un altro aspetto che vorrei sottolineare  e che nutre ulteriormente la mia tesi è la totale impossibilità dello studente di personalizzare il suo percorso e la sua attività di studio e formazione. La sua unica libertà consta nella scelta di 6 o 7 esami nel percorso quinquennale inseriti però in una specifica lista e stabiliti dalle spesso limitate offerte formative degli atenei, che da buoni commercianti, cercano di attirare con esotiche chimere futuri acquirenti al loro banchetto (l'università sta divenendo sempre più un grosso business).

Oltre al sistema d'insegnamento-apprendimento a moduli, dal sistema anglosassone abbiamo assorbito la modalità della lezione seminariale. Purtroppo, come spesso in tutte le cose, l'idea parte positiva, ma la sua applicazione pratica lascia a desiderare. Ecco dunque che queste lezioni si traducono in monologhi preparati dallo studente dopo la lettura di materiale bibliografico apposito, davanti al docente e ai colleghi studenti, i quali, per motivi di tempo, non riescono a sviluppare uno scambio ed un confronto dialogico che dovrebbe essere caratteristica fondamentale della struttura didattica seminariale. L'aspetto dialogico-comunicativo viene a mancare anche laddove sarebbe condizione fondamentale, mi riferisco all'apprendimento delle lingue straniere. La didattica e le modalità d'insegnamento sono spesso arretrate e mancano apposite strutture e materiali(laboratori linguistici, materiale audiovisivo, accesso ad Internet per la consultazione di risorse linguistiche ondine). A mio parere gli studenti di lingue dovrebbero essere maggiormente incentivati a svolgere soggiorni di studio e ricerca all'estero rispetto ai loro colleghi, poiché solo sul campo è possibile acquisire fluidità ed arricchimento lessicale in un ambito in continua evoluzione come la lingua. Alle conoscenze frammentarie dello studente si aggiungono poi tutti i cavilli burocratici che la riforma, con il tre più due, ha moltiplicato.

Tornando alla fantasiosa similitudine del mercato, le università sono paragonabili a tante bancarelle, ove la merce in questione si misura in CFU e settori scientifico disciplinari, cioè nomenclature sintetiche delle discipline previste dagli ordinamenti. Data l'autonomia concessa alle università, ognuna, pur nei limiti ministeriali, fornisce allo studente-acquirente determinati percorsi, questo accade sopratutto per le lauree specialistiche. Attenzione però, lo studente che, dopo il conseguimento della laurea triennale, decide ci iscriversi ad una laurea specialistica in diversa sede rispetto alla precedente, deve valutare minuziosamente la sua carriera di studi  i requisiti d'accesso a tale corso di laurea specialistica. In soldini (tanto per rimanere in ambito economico), lo studente deve controllare il proprio piano di studi e verificare se esso sia idoneo ad accedere alla laurea specialistica senza debiti, in tal caso deve integrare con esami aggiuntivi il suo piano carriera. Questo sistema di indebitamento accade paradossalmente anche passando da una triennale in lingue moderne ad una specialistica sempre in lingue in altra sede.

Ecco a voi l'ulteriore business delle valutazioni di carriera, esistono infatti appositi uffici col compito di valutare i suddetti debiti e crediti ed informare in tempi brevi, previo pagamento, o in tempi lunghi, magari a pochi giorno dalla laurea magistrale, il resoconto debiti-crediti dello studente nei confronti dell'ente universitario.

Noi studenti, oltre ad avere in mano il nostro bagaglio culturale frammentato e lacerato, passiamo ore a scervellarci a spostare pedine burocratiche, a mediare tra università e ministero per acquisire la nostra sudata laurea in cui però, a causa del sistema università mercato, è purtroppo solo la tara ad incidere sul peso lordo, in attesa poi di entrare nel circo dei cococo (dal suono onomatopeico forse più pollaio che circo) e del precariato.

 

Elena

 

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Conclusione sconclusionata su cinema e dintorni

 

 

Crisi. Innovazione. Ricerca della creatività.

Queste sono le principali frontiere cui il discorso cinematografico sta convogliando i maggiori sforzi di riflessione per capire dove sta portando la marea, quale corrente è meglio seguire per evitare l'estinzione, o nella migliore delle ipotesi la banalizzazione di forme e contenuti, o ancora come far sopravvivere le avanguardie di fronte alle mastodontiche pressioni esercitate dal mercato e dal dominio culturale delle opulente majors.

In soldoni la domanda è: quale futuro per il cinema contemporaneo?

Iniziamo ad addentrarci nell'argomento partendo da due ordini di considerazioni.

Primo, come afferma Gianni Canova, molti critici constatano una sostanziale crisi del cinema contemporaneo: più nello specifico ciò si esplicherebbe in una paralisi del linguaggio cinematografico ancorato da qualche decennio ad una sorta di sterile ripetersi, ad una stasi della forma e ad uno sostanziale immobilismo della prassi.

A ciò si aggiunga che una delle caratteristiche fondanti della nuova contemporaneità è l'ibridismo, inteso come estinzione della dialettica fra alto e basso, come affermazione di un "populismo estetico" e di un kitsch indifferenziato che condiziona, volenti o nolenti, anche i più smaliziati avanguardisti della "Gestalt" cinematografica .

In second'ordine, dal lato del contenuto, voglio invece azzardare una provocazione personale: tutto ciò che c'è da dire sulla realtà e sull'umanità è già stato grossomodo detto. Da una parte le emozioni e le storie umane, le vicende e gli intrecci esistenziali, dalle codificazioni dei grandi classici greci ad oggi, si sono tendenzialmente ripetute in un continuo eterno ritorno. Dall'altra inoltre, riprendendo in mano la secolare storia della letteratura, delle arti pittoriche e del cinema quale contenuto non è stato ancora toccato?  Sentimenti universali quali amore, odio, pietà, dolore, fanno parte della filigrana della biografia umana e milioni di autori si sono già succeduti affrontandoli nelle più diverse e sfaccettate tonalità. Se si vuole andare a snidare "il nuovo", il "mai visto", "l'irriconoscibile" lo si dovrà andare a cercare nelle rappresentazioni dei delicati dilemmi bioetici che sorgono di pari passo con lo sviluppo e le repentine accelerazioni delle scienze, oppure nelle camaleontiche implicazioni connesse al rapporto fra uomo e le nuove tecnologie, fra uomo e società (si pensi a problematiche "nuove" come la depressione o l'anoressia).

Se non in queste cose, lo si dovrà cercare in un cambiamento epocale di "filosofia".

Quante volte abbiamo d'innanzi ad una nuova pellicola un'incredibile senso di de ja vù, che a stento riusciamo a non far condensare in senso del banale? Certo l'immedesimazione e l'aver dinnanzi topoi radicati in una secolare tradizione sono indispensabili per attirare il grande pubblico e far si che si possa pascere dell'ambrosia di celluloide. Viene a mancare però il genio creativo fondamentale per poter considerare una produzione umana come "arte", appellativo che il grande cinema continua ad arrogarsi il diritto di usare. Al contrario se questo elemento viene a mancare ci troviamo di fronte a quella che la Scuola di Francoforte a giustamente apostrofato come "Industria Culturale", come riempitivo culturale massificato e soggiogato dal Diktat degli imperativi economici.

Come ha argutamente indicato Gillo Dorfles nel secolo tecnologico si è assistito al definitivo scisma fra talento e genio. Tale distacco viene quindi a riflettersi nella pratica corrente quando vediamo esistere tutta una schiera di artisti-registi che pur possedendo qualità tecniche notevoli, risultano privi di un'autentica carica geniale.

Anche se siamo circondati da una miriade di registi preconfezionati e da pochi cineasti talentuosi, tuttavia il genio capace di creare ex-novo la realtà sembrerebbe scomparso.. o semplicemente non può più esistere visto che nulla di nuovo può essere pensato? Il genio creatore è dunque morto? La novelty cui David Hume attribuiva una grossa parte nella piacevolezza dell'opera è ormai bandita da ogni intento di rappresentazione visiva della realtà?

Qualcuno potrebbe obiettare che questo mio ragionamento si basa su una fallacia metodologica: il cinema non è arte, non deve essere confuso con video-art e derivati; la sua funzione è semplicemente quella di sostituirsi al romanzo, ovvero quella di raccontare storie...di emozionare, di riprendere la realtà così come è, senza inventarla.

Giusto. Ma se ci adagiamo su questa semplificazione il cinema d'avanguardia sarà destinato ad implodere per mancanza di stimoli, soffocato dallo strapotere-apatia dei trends culturali. Se vogliamo che il cinema torni a raccontare qualcosa di nuovo, a provocare quel meraviglioso effetto di straniamento, di jamais vu, di mai visto, ad avere ancora quell'aura di estasiante spaesamento, deve avere l'umiltà di ammettere di non potere creare nulla di nuovo, di non definirsi con fare smargiasso un'arte, e cercare di rintracciare la novità non nei contenuti ma nel modo di raccontare la vita e l'esistenza, di pensare le tecniche di ripresa della realtà; riflettendo  sullo sguardo da gettare sul mondo, sul modo di affrontare il montaggio, sulla sensibilità e la leggerezza con cui si dovrebbero palpeggiare le semplici trame della vita.

E' lo sguardo per il cinema contemporaneo che deve essere innovatore, è nell'occhio la vera rivoluzione.

Un occhio che però si deve spogliare di un secolo di pregiudizi e inconsci schemi prefabbricati, di visioni aprioristiche e socialmente determinate, di migliaia di film e lezioni di stile: deve disimparare ad essere ciò che è e rapportarsi alla realtà in maniera infantile, cupido di tutte quelle domande che troneggiano nella mente dell'ignorante, del bimbo che ha resettato il suo cervello e si approccia al mondo da reo-dormiente. L'occhio odierno è troppo pesante, complicato e invischiato negli stereotipi per poter aprirsi alla leggerezza e alla delicatezza di una visione serena, tersa, finalmente genuina.

Il cinema deve dunque riappropriarsi della vita, diventare più reale, rifuggire dalle esasperate suddivisioni in generi e tornare ad essere neutro. La vita non è mai, nemmeno per un istante solo un giallo, un romanzo rosa, una sequenza struggentemente drammatica, un siparietto comico etc..manca nel cinema odierno qualcuno che restituisca alla narrazione la sua naturale complessità, il suo essere agro-dolce insieme, il recare in se una crisalide dalle infinite sfaccettature.

Quello che manca nel cinema contemporaneo è la vita. La sola che può restituire genialità e originalità ad un film. Dopo il neorealismo è sembrato sempre più difficile riuscire ad imbrigliare la complessità dell'esistenza nel succedersi dei fotogrammi e si è preferito ricorrere a semplificazioni, a riduzioni di genere sbrigative e in linea con gli imperativi di mercato (una merce "definibile" e categorizzabile, stereotipabile poteva infatti essere pubblicizzata in modo infinitamente più semplice ed economico attraverso le allora fiorenti ed efficaci tecniche di marketing prese in prestito dal mondo industriale).

Il genio creatore è dunque nella vita. Sta al regista umile e ingenuo dipingerla per quella che è, senza aggiunte, esasperazioni, spettacolarizzazioni, o riduzioni di alcuna sorta. Il grande regista del futuro dovrà essere un po' più impressionista e sempre meno simbolista o surrealista.

Concludo con una considerazione lampo sul rapporto fra cinema e innovazione tecnologica. Nel cinema si sta avviando un processo di democratizzazione: grazie all'avvento della tecnologia digitale e a costi sempre più accettabili, chiunque con una telecamera ed un PC può improvvisarsi regista e creare il proprio film. Dal punto di vista della produzione attraverso software semplici da usare (come Pinnacle e Adobe Premier) la figura del regista si può fondere tranquillamente a quella del montatore audio-video (che un tempo doveva essere un tecnico altamente specializzato) con un risparmio incredibile di tempo e danaro.

Ma la vera rivoluzione è in atto da due anni a questa parte. Infatti con l'avvento di strumenti online quali You Tube e My Space e la loro esponenziale e incredibile espansione, ora sembra essersi risolto anche il problema più mastodontico da superare per i cineasti fai-da-te: la distribuzione su vasta scala. Chiunque infatti può ora pubblicare e far conoscere le proprie opere video in tutto il mondo, senza bisogno di intermediari o di far affidamento a specifiche case di distribuzione e soprattutto senza spendere un solo euro. E non sono mancati i casi di chi ha riscosso un tale successo di contatti su questi "portali di file-sharing" che in seguito è stato subito messo sotto contratto dalle principali industrie dell'intrattenimento. Presto i fondatori di Skype, inoltre, hanno intenzione di lanciare sul web una televisione di nicchia che raccolga proprio i più interessanti contributi del "nuovo cinema indipendente" creando un e-network d'avanguardia e di alta qualità.

Gli oligopoli della settima arte sono avvertiti. Le barriere all'accesso sembrano essere sempre più labili e permettere d'avvero l'avvento di quella e-democracy paventata da alcuni cyber-sociologi.

Come ci insegna però la storia di ogni nuovo mezzo di comunicazione, sta a noi ora alzare i livelli di guardia e non permettere una colonizzazione degli spazi liberi di espressione da parte di pochi gruppi economici dominanti.

La nuova filosofia del cinema di cui si è parlato, passa inevitabilmente anche attraverso ben più pragmatiche battaglie epocali per difendere il diritto alla libertà di espressione e all'utilizzo dei mezzi ad essa connessi. I nuovi media sono un buon trampolino di lancio; sta a noi vigilare sull'evoluzione e sul rispetto di quella che ancora per poco assomiglierà alla terra di nessuno su cui capitarono i padri pellegrini americani qualche secolo fa.  La lotta per i pezzi di terra più fertili è cominciata.

Mattia (ps..scusate per la lunghezza...ma uno sfogo è uno sfogo!)

 

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