
-Arco Palazzo Panni ore 21-
ingresso libero
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03_11_2006 Proiezione del film IL CASO Intervento di Fernando Catalano
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07_11_2006 Proiezione dei film DECALOGO 1 e 5 Intervento di Fernando Catalano
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10_11_2006 Proiezione de FILM BLU Intervento di Fernando Catalano Colonna sonora con Elisa Trentini
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14_11_2006 Proiezione de FILM BIANCO Intervento di Fernando Catalano Colonna sonora con Elisa Trentini
Concerto per Kieslowski
17_11_2006 REQUIEM FOR MY FRIEND
Biografia
La malattia del padre, sofferente di tubercolosi, costrinse - quando Krzysztof era ancora bambino - tutta la sua famiglia a spostarsi in continuazione, in località che disponessero di un sanatorio, per cercare una maggiore speranza di sopravvivenza per il padre del futuro regista. Kieślowski aveva sedici anni quando il padre, tuttavia, morì.
Intanto il giovane si diplomò in un scuola di tecniche teatrali, dove suo zio era preside, specializzandosi nella tecnica di dipingere scenari.
Nel 1969 si laureò alla Scuola Superiore di Cinema di Łódź, che all’epoca godeva di fama e prestigio internazionale. Iniziò così a girare documentari, sia per la televisione che per il cinema: e sarebbero stati proprio questi a fargli avere i primi problemi con le autorità.
Un suo documentario del 1971, Robotnicy 1971 - Nic o nas bez nas (Lavoratori 1971: Niente su di noi senza noi) sulla repressione violenta dello sciopero di Danzica, venne requisito dalla polizia che voleva identificare i partecipanti: Kieślowski rimase molto colpito da questo fatto, sentendosi quasi un traditore. Nel 1980, mentre filmava un deposito automatico dei bagagli per il documentario Dworzec (La stazione), la polizia gli sequestrò di nuovo la pellicola: infatti, senza accorgersene, il regista aveva ripreso una valigia in cui c’era una donna fatta a pezzi da un uomo che la polizia stava ricercando da tempo.
Entrò a far parte di una cerchia di registi che si imponeva di ritrarre la situazione della Polonia sotto il comunismo.
Una volta passato ai lungometraggi, per le sceneggiature il regista si avvalse della preziosa collaborazione dell’avvocato polacco Krzysztof Piesiewicz, con il quale avrebbe collaborato durante tutta la propria carriera cinematografica.
Rivelatosi alla critica internazionale con opere quali La cicatrice (1976), Amator (1979), Il caso (1981), Senza fine (1984), Kieslowski si è definitivamente affermato con alcuni capolavori come Breve film sull’uccidere (1988), Breve film sull’amore (1988) e Non desiderare la donna d’altri (1989), che hanno anticipato e preparato il successo planetario del Decalogo. Il Decalogo (1989), sceneggiato in coppia con K. Piesiewicz, è uno straordinario film in 10 episodi per la televisione, imperniato su una lettura/interpretazione dei Dieci Comandamenti. Entrato di diritto tra i grandi autori europei contemporanei, ha confermato la sua lirica complessità con La doppia vita di Veronica (1990) e ha raggiunto il grande pubblico grazie al successo della trilogia dei Tre colori dedicata al motto che figura sul tricolore della Repubblica francese (“Libertà, uguaglianza, fraternità”). La trilogia comprende Film Blu, Leone d’oro a Venezia, Film Bianco, Orso d’argento a Berlino, Film Rosso, Palma d’oro a Cannes.
Altro suo fedele collaboratore era il compositore polacco Zbigniew Preisner (che in Tre colori: Film Blu si fece chiamare Van den Budenmayer).
Il 13 marzo 1996 Krzysztof Kieślowski morì per un attacco di cuore. È seppellito nel cimitero Powązki di Varsavia, in Polonia.
Uno dei progetti incompiuti del regista è quello di dirigere un’altra trilogia, basata su La divina commedia di Dante Alighieri. L’unica delle tre sceneggiature ad essere completata da Kieślowski e Piesiewicz, Heaven, è stata portata sullo schermo dal regista tedesco Tom Tykwer nel 2002