Friday, December 1, 2006

ECCO I VINCITORI DEL CONCORSO DI POESIA!!

 
 Classifica del “I Concorso nazionale di Poesia Francesco Monti”:
 
 
                                                          
 
 
1. PAOLO MICALIZZI,     “Oro ed ebano”
2. ILARIA AMPOLLINI,    “Risalendo da un fondo di bottiglia”
3. EMILIO MANFRINI,     “A-marti ovvero ti voglio come lucciole a tintinnare tra i cespugli”
4. ALBERTO MOLINARI,  “Parentesi”
5. ELENA FRANCHI,        “Non madre”
6. EMANUELA RANUCCI, “Certe volte”
7. DORIANA FLORIS,      ”Emigranti”
8. ERIKA VESCHINI,       “Illusione”
9. ELISA PESAMOSCA,   “Nella ragnatela”
10. DAVIDE MASSARO,   “In ritardo”
 
 
La premiazione si svolgerà domenica 10 dicembre alle ore 20.30 presso Palazzo Panni (via Segantini) di Arco (TN).
E’ aperta a chiunque voglia partecipare. Durante la serata le 10 poesie premiate verranno recitate dalla compagnia del T.I.M “Teatro Instabile di Meano”. Verrà poi ricordata la figura del professor Francesco Monti attraverso alcune testimonianze e racconti.
I primi dieci classificati riceveranno un “attestato di merito” e un libro fornito dal Comune di Arco. Mentre per i primi tre classificati sono confermati i premi rispettivamente di 500, 200 e 100 €.
 
In via del tutto eccezzionale, inoltre, sarà conferita una “Menzione Speciale” per cinque giovanissimi partecipanti: 
MARTA TOMASI, SARA BONINSEGNA, VIOLA DUCATI, FRANCESCA PASQUAZZO e CLAUDIO BUCCI. Anche a loro verrà consegnato un attestato di partecipazione e un libro scelto ad hoc per l’occasione. 
 
 
Per ulteriori info lasciate un vostro post nella sezione commenti di questo blog oppure scrivete all’indirizzo e-mail ilversolibero@yahoo.it
 
 
L’associazione culturale Il Verso Libero ringrazia calorosamente tutti i partecipanti (130 per un totale di 360 poesie)
per aver preso parte a questo progetto di propulsione dell’espressione poetica giovanile e si augura di potervi nuovamente ospitare per la prossima edizione.  
 
 
 
 
 
Pubblichiamo ora di seguito le tre poesie vincitrici:
 
 
1° Premio a

PAOLO MICALIZZI
 di Genova                
 
 ORO ED EBANO 
 
 
Che facesse sera già lo sapevo
Tenendo dietro il filo della strada
Su passi di picchio marziale, assente
La mente invischiata in ricordi smessi. 
 
La giostra dei cavalli in girotondo
Orfani dei piccoli padroni ora
È quasi terminata.
Dalla strada il lume acceso intramezza
La pioggia incessante inevitabile
Di spilli del passare nos e durare.
 
La santa imposta ecclesiale s’è stretta
Di pietra come un guscio di preghiera,
Il tempo della quiete è cominciato
Per le sottane dai tacchi d’ardesia. 
 
Nell’osteria tabagista i tavoli
Rinnovano cerchi color bagnato
Cerchi rossi cerchi neri prodromi
Di felicità agli oranti avventori. 
 
Notte, impasto i moti della mia anima
Inzuppato di freddo mi contento
Del calore preso a prestito a poco
Prezzo svestito o semisvestito con
Un niente di tenerezza,
Faccia a faccia, su un fianco.
 
Adocchio facce consuete di nati
A faticare temprati al lavoro
Pesante che vagheggiano il sonno
di famiglia a caccia di un obolo di generosità.
 
Lì dal porto di partenze e ritorni
Una puttana
Una donna, la donna che di giorno
Porta una crocchia di spine sul capo,
Dipinta in maschera sta crocifissa
Zimbello di farisei che pagano
La violenza di chi in teoria sa
Cosa sia l’amore.
 
Fermo di lontano assisto l’ostaggio,
Pena di blasfema ignominia d’onta
Sconsacrata,
Nel tempo dell’alba fatta di rosa
d’oro ed ebano, fermo incatenatosto
stretto alla bambagia di chi non sa
andare al di là dei propri ginocchi. 
 
Quando la notte si bagna di luce
Torna la donna di vita, ritorna
Zigomi lunghi annodati nel pianto,
Rincasa da quel figlio quel figlio suo,
Di nessuno.
 
Casa, è ora di riavviare i capelli
Sistema le fossette nelle guance
Allinea i contanti con le mani
Si viaggia verso domani hic et nunc
Verso un vecchio inganno:
- saremo - .  
 
 
 2° Premio a
ILARIA AMPOLLINI
di Parma                
 
RISALENDO DA UN FONDO DI BOTTIGLIA 
 
 
Non ho mai creduto in qualcuno al  mio fianco
Ora che tu riemergi da un fondo di caffè o di bottiglia
Ora che il tuo sguardo acceso riemerge pulsando,
Risalendo, quanto bello sei…
Io sono seduta sul mio cumulo di dolcezze
Io sono altrove, non è mia la tua dimensione
Nelle stanze che scaldi io non ho posto
Lì io non ho un letto né un piatto
Su cui fare l’amore
 
Mentre risali, da un fondo di bottiglia o di caffè
Mi accorgo ch’io spettatore
Sono il più sensuale il più frivolo ragazzo
Ma se c’è da vivere all’istante
Ho sembianze di storpio o di vecchio
E le mie rughe ti fanno da ponte
E le mie mani ti fanno da camera
E le mie sembianze, riemerse da una bottiglia o da un caffè,
Niente hanno a che fare con le tue misere voglie.
 
Nessuno sa quello che provo attraversando la strada
Nessuno sa cos’è che mi spinge avanti
Eppure io sento - perché io lo sento -che ogni negozio mi acciuffa
Che ogni fiore mi ingoia. 
 
Voglio un’interminabile spiaggia
E sabbia rosa e sabbia dorata
Soltanto da lì io posso riemergere
Mentre tu sicura riempi la mia stanza
E lì alla finestra
Mi dai continua vita.          
 
 
3° Premio a
EMILIO MANFRINI
di Volano (Trento)             
 
 
 
A-MARTI OVVERO TI VOGLIO COME LUCCIOLE A TINTINNARE FRA I CESPUGLI 
 
 
inzuppo il cranio nel cassetto
senza saggi sulle mezze misure
senz’aspettare un ulteriore mondogiro 
 
quanto tutto c’è solo nel sottosopra
per il silenzioso pipistrello sorridente
che non aspetta la paura d’ogni domani
che non vuol far appassire un singolo colore
 
ventunesima ora d’aria del porticato
d’immoto odore e d’insospettiti sguardi
ripieni di vacuità leggermente incellofanati  
 
non crocifiggete un bulimico di letizia 
 
moto d’altalena per zampe e mani
in semidistruzione, sfiancandomi
rido, rido, rido, rido e ancora, rido
galleggiando sulla vita a dita distese 
 
rami di tramonto afferrano pesci volanti
scorrono lacrime di gioia al ricordo del
tuo sorriso
come lucciole a tintinnare fra i cespugli 
 
avvicinasti e sfiorasti
avvicinasti e toccasti
avvicinasti e prendesti
perché non è mai tardi, mai troppo 
 
ti voglio un bene antiorario 
 
ti voglio veder planare s’una valle
di desideri da mietere fragranti.  
ti voglio in un’implosione
d’immatura abnegazione 
 
tre “ti voglio” di carta
ritagliali come vuoi
giacché nel mio cuore
giochi ancora alla sarta
Posted by in 23:00:36
Comments

2 Responses

  1. Antonella says:

    Buon giorno

    chiedo ad Ilaria Ampollini il permesso di pubblicare la sua poesia sul mio blog.

    Grazie ed ogni bene
    anto

  2. Anonymous says:

    Antonella,
    volentieri!!!anch’io ho un blog su spilnder ora provo a scriverti da li!!

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