Venerdì, Aprile 13, 2007

Io, GiOvAnE

  

 

5 film. 5 appuntamenti che ripercorreranno e si soffermeranno sulla condizione e sul sentire giovanile offrendo spunti di riflessione che partiranno proprio dalle intuizioni e dall'immediatezza del linguaggio cinematografico.

Giovani complessi, insicuri, disorientati, volubili e inafferrabili ma anche energici, istrionici e intraprendenti, per una rappresentazione a 360 gradi.  Un percorso di riflessione intergenerazionale che muoverà dagli anni '60 dei ragazzini "violati" di Sleepers per poi passare al turbolento e morboso rapporto di Zac con il Padre nel Crazy ambientato fra gli anni '70 e '80 fino a inabissarsi nel complesso e inestricabile "glommero" degli anni ‘90 epoca di mezzo e perciò instabile e senza punti di riferimento in cui si diramano le storie del caleidoscopico e incerto Walter di Tutti giù per terra e del truce Derek di American History X che come molti sfoga nell'ideologia estremista il proprio vuoto identitario. Situazioni temporalmente e spazialmente lontane ma universali, "totalitarie"  e ricorrenti ciclicamente nei principali "rituali di passaggio" del mondo giovanile: l'incontro con l'amore, il sesso, la scuola, la voglia di evasione, la droga, l'alcol, il distacco dai genitori e la ricerca di una "religione profana".

Un percorso che culminerà con la rappresentazione provocatoria delle adolescenti smaliziate e perverse di Thirteen in uno scenario spiccatamente contemporaneo.

Dopo il successo ottenuto con i precedenti cineforum il Verso Libero insieme al centro di aggregazione giovanile a.gio e con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura e alle Politiche Sociali di Arco propone dunque un programma che ha come target prevalente il mondo giovanile,  cercando così di sollecitare la discussione e il confronto su tematiche non sempre approfondite a dovere fra i banchi di scuola e le mura casa.

Per l'occasione saranno inoltre previsti  2 incontri con esperti di prevenzione al consumo di sostanze alcoliche e di informazione sull'Aids. Più nel dettaglio:

  • l'8 maggio alle 20.30 presso la sede dell'a.gio, Paolo Dellamaria della L.i.l.a di Trento presenterà la serata dal titolo : Aids: questo sconosciuto ci riguarda? 
  • Mentre il 15 maggio, stesso luogo e stessa ora,  Emilia Zampedri del Servizio alcologia di Riva del Garda proporrà un confronto discussione sul consumo di alcol e droga al di là della distinzione fra uso e abuso dal titolo Alcol e fumo: che dire?

Ecco invece il programma delle serate di proiezione che si terranno tutte a  Palazzo Panni con i link di approfondimento per ogni film: Vi aspettiamo numerosi. Non Mancate !!!!!    

 

c.r.a.z.y.

27 APRILE 2007 - ore 20.30

Regia di Jean-Marc Vallée - Canada, 2006

 

thirteen

3 MAGGIO 2007 - ore 20.30

Regia di Catherine Hardwicke - Usa, 2003

 

american history x  

11 MAGGIO 2007 - ore 20.30

Regia di Tony Kaye - Usa, 1998

 

tutti giu per terra

25 MAGGIO 2007 - ore 20.30

Regia di Davide Ferrario - Italia, 1997

 

sleepers

1 GIUGNO 2007 - ore 20.30

Regia di Barry Levinson - Usa, 1996

 

 

 

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Giovedì, Aprile 12, 2007

Insalata di pollo o pollo arrosto? L'esito dello studente nel sistema scolastico italiano

   

 

Parliamo di futuro concreto, parliamo del sistema scolastico italiano, sempre se ci si ricorda che in Italia esiste una scuola, perché dai media sembra che l'argomento sia  tabù, ah, dimentico forse sono troppo indaffarati a misurare le variazioni di seni e sederi delle bellone,  che poi magari si beccano pure la laurea hormonis causa, ops honoris causa.

Abbasso Croce, Gentile e la Moratti!.

Scusate qualche sfogo qua e la, ma vi giuro che mi sto trattenendo. In Italia la tortura inizia a tre anni e continua....

- scuola materna (alcuni pupilli già rodati all'asilo nido).

Ognuno di noi ha traumi di vario tipo, dall'obbligo a fagocitare minestre dall'odore di pneumatico abbrustolito, alla crisi di nervi causata dall'attività del punteggiare cartoncini colorati sino al compagno da accudire con una costante diarrea o caccola perenne. Vabbè, tutti si resiste all'ameno ambiente pseudo-materno della scuola dell'infanzia, così denominata da qualche anno. Mi permetto di aggiungere un commento personale, avendo lavorato per un anno in una di queste scuole: se sono dell'infanzia, lasciamo un po' più di libertà, senza naturalmente sottovalutare ordine e disciplina, ma vediamo di non rendere difficile la vita di questi piccoli pulcini spelacchiati (e futuri polli di macello?), lasciamoli un po' più liberi di esprimersi, rinnoviamo la didattica con maggior attività all'aria aperta, attività motoria ed espressione corporea, insegnanti madre lingua e non sottovalutiamo il riposo, ne avranno di stress da accumulare..

- scuola primaria (elementari).

 I piccoli pulcini entusiasti e spesso annoiati (soprattutto le bambine) dalle ripetitive attività della scuola materna continuano il loro cammino sulla catena di montaggio scolastica. Tempo pieno o modulo? Risposta: non cambia molto in sostanza e genitori potete pure scordarvi fine settimana senza compiti, o il sabato o la domenica vi tocca. (Vi risparmio le crisi familiari e problemi vari causati dai compiti del week-end). Mi chiedo ma se passano 6 ore al giorno a scuola il lavoro di casa dovrebbe essere di completamento, revisione e memorizzazione di ciò fatto in classe. Purtroppo nella maggior parte dei casi non è così. Non parliamo poi degli zainetti che questi poveri pollastri trasportano ogni giorno nel tragitto casa -scuola e scuola- casa e dei relativi problemi di postura connessi. Per quanto riguarda la didattica il troppo stroppia! I pollastri dai primi anni di scuola vengono sottoposti ad un marasma di discipline, molte delle quali implicano una facoltà mentale ad astrarre che non tutti hanno acquisita a tale stadio "evolutivo".

Matematica, italiano, educazione fisica, musica lingue straniere ed educazione all'immagine, queste dovrebbero essere le discipline insegnate al primo anno di scuola. (Non mi esprimo sull' insegnamento della religione, che ritengo inutile, ma questa è un'altra faccenda). Sulle modalità didattiche e professionalità degli insegnanti, questa è tutta questione di fortuna. Vorrei soffermarmi sull'insegnamento della storia e delle scienze, non ho molta voce in capitolo se non quella di aver frequentato una scuola elementare e di avere attualmente un fratello in quarta elementare. La storia viene insegnata a scaglioni e con molte ripetizioni nei programmi durante i cicli scolastici, per quanto riguarda le scienze, non vengono suddivise in ambiti ma si fa di tutto un calderone e i programmi, almeno ai miei tempi erano a discrezione del docente (Anche qui vi risparmio il calvario di tre anni di scuole medie in cui scienze significava flora e fauna caratteristica del Trentino Alto Adige, penso di saperne di più di una guardia forestale, ne sono contenta, ma il resto delle scienze per me è nell'iperuranio).

In relazione alle lingue straniere esiste una bellissima parolina che onomatopeicamente richiama al suono del campanello delle fate: CLIL. In soldini si tratta dell'insegnamento di materie specifiche in lingua straniera, è già stato testato nel nord Europa e pian pianino sta prendendo piede in Italia, ma naturalmente trova gli ostacoli di molte istituzioni scolastiche ed insegnanti vecchio stampo e tradizionaliste del "ameno"idealismo crociano, forse la maggior causa della decadenza odierna del sistema scolastico italiano.

- scuola secondaria ( medie e superiori)

I nostri pulcini sono ormai pollastrelli in carne e in apparenza si sentono già uomini duri e donne vissute (notate l'abbigliamento, il modo di fare e parlare degli odierni scolaretti delle medie e confrontatelo con quello di 10 anni fa, un abisso incolmabile, colpa della TV?..., non mi dilungo ma invito a riflettere sulle quattordicenni col tanga a vista, bullismo and Co. Poi mi chiedo, i nostri genitori hanno lottato per non dover più indossare la divisa scolastica poiché limitante del loro modo di esprimersi, ma date un occhiata ai ragazzi delle medie di oggi, non vi sembrano tutti uguali?!, che non abbiano forse nulla da esprimere se non i centinaia di euro in abbigliamento che indossano?. Poveri Ssissini (i docenti che escono dalle Ssis) freschi freschi che devono insegnare in queste classi di polletti da macello. Meglio la didattica alla Hitler edulcorato o alla Madre Teresa? Io opterei per la prima, ma non ne sono capace nella pratica.

Per quanto concerne la scuola superiore tornerei a riflettere sulla questione: è meglio la quantità o la qualità?. Concordo sul fatto che a 14 anni è difficile intraprendere una scelta scolastica, ma tuttavia non implica la deviazione definitiva del proprio futuro, l'importante è focalizzare prima di tutto se si prova piacere nello studio, se si ha veramente voglia di studiare e in quali ambiti si è maggiormente portati. Saper scegliere è caratteristica peculiare del raggiungimento di uno stato di maturità, non mi vengano a dire che nemmeno a 16 anni si è in grado di scegliere la via per il proprio futuro, se davvero è così allora ecco che ci saranno sempre i trentenni bambini attaccati al capezzolo materno.

 Prendiamo spunto dal sistema di ripartizione didattica inglese e del Nord Europa. A mio parere il sistema andrebbe rivisto ponendo uno o due anni comuni a tutti gli indirizzi e poi un triennio di specializzazione, ma che sia veramente specializzazione, non 12 materie, alcune delle quali vengono svolte per un anno e poi abbandonate e la maggior parte di esse non ha a che fare con la specializzazione che si vuole intraprendere.

Per la trattazione critica del sistema universitario italiano rimando a data da destinarsi.

Spero di ricevere commenti all'articolo-sfogo.

Elena

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Lunedì, Aprile 02, 2007

IL FUTURO "MINATO" ALLA BASE

                            

 

Cos’ è una mina?Il vocabolario della lingua Italiana di Nicola Zingarelli ci viene in soccorso definendola: mìna s.f. 1 Cunicolo sotterraneo in cui vengono fatte esplodere cariche di esplosivo 2 ordigno d’uso militare costituito da un corpo esplosivo e da un congegno di accezione azionato da vari sistemi: m. terrestre, marina. 3 carica esplosiva disposta in una cavità in una parete per abbatterla. 4 sottile cilindro di graffite incorporato in una matita per scrivere.

Esistono due tipi differenti di mine per uso militare, quelle marine e quelle terrestri Le mine marine da ormeggio e da navigazione; quelle terrestri che si dividono ulteriormente in mine anticarro e antiuomo. Le mine possono essere interrate o occultate tra la vegetazione. Il corpo della mina è formato da un recipiente, che varia con il modello e che serve a contenere l’esplosivo, ed il congegno d’accensione che può essere con funzionamento a pressione o a strappo.

Le differenze che si hanno tra una mina antiuomo e anticarro sono le dimensioni e la quantità d’ esplosivo in esse contenuta. Le mine antiuomo di piccola taglia, contengono dai 10g ai 250g, ed si innescano con una pressione tra i 0.5-50 Kg, questo significa che non è studiata per colpire esclusivamente i militari ma anche i civili, donne, bambini e vecchi. Esse hanno una bruttissima prerogativa, non uccidono ma feriscono e mutilano.

Queste armi servono a creare disagio, lo scopo è dar vita ad un paese di paratori di handicap, con sistema politico ed economico che non è in grado di assisterli. Aiutare queste persone è lo scopo di tante associazioni che vedono in Jodie Williams con il trattato di Ottawa, (con cui s’aggiudicò il premio Nobel per la pace nel 1997) il maggior esponente. Questo accordo per il bando totale di queste armi è stato firmato fino ad ora da moltissimi paesi tra cui il nostro, ma mancano ancora molte firme importanti come quella degli USA, Cina, Russia e Israele. Questi risultati, per quanto significativi, non devono far perdere di vista le dimensioni del problema che la comunità internazionale ha ancora di fronte a se. Infatti, anche se queste armi fossero definitivamente messe al bando in tutto il pianeta (e siamo ancora lontani dal raggiungimento di questo obiettivo), resterebbe ancora aperto il problema dell'eliminazione delle mine disseminate in un gran numero di paesi . .

                                                                                                                                                         Manuel

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